ZMJ Call For Papers: Convenzioni dello sguardo. Cliché e stereotipi tra arte, moda e cultura visuale

2026-07-06

La rappresentazione visiva svolge un ruolo determinante nei processi di produzione, circolazione e consumo di immagini e significati nella società contemporanea. Tuttavia, le immagini non sono mai neutre, ma riflettono schemi interpretativi, categorie culturali, consuetudini, norme e convenzioni che spesso si cristallizzano in stereotipi. Il termine “stereotipo” – dal greco stereos, cioè “duro, solido” e typos, ossia “impronta, immagine” – è stato introdotto alla fine del Settecento da Firmin Didot in ambito tipografico per denominare un metodo di duplicazione dei cliché di stampa. Oggi i termini “cliché” e “stereotipo” sono utilizzati anche per indicare idee ripetute meccanicamente o visioni semplificate e preconcette relative a oggetti, luoghi, persone, ruoli, gruppi sociali e intere culture. Secondo Henri Tajfel gli stereotipi nascono dalla limitazione più o meno intenzionale della quantità di informazioni relative ai fenomeni da categorizzare al fine di rendere più agevole l’approccio alla realtà. I cliché e gli stereotipi funzionano pertanto come scorciatoie cognitive per interpretare il mondo, ma a costo di risultati fuorvianti, infondati e pregiudizievoli: nascono dall’esasperazione o dal rovesciamento di caratteristiche positive e si irrigidiscono nella loro trasmissione.

I media di massa e tutte le loro emanazioni visive si basano su quello che Lamberto Pignotti chiama il «discorso confezionato», un discorso finalizzato a soddisfare le esigenze del sistema. Costruito dall’industria culturale, dal mercato dell’arte o da quello dell’abbigliamento, è un discorso fatto di parole su misura, immagini seriali, falsi miti, comportamenti prescritti: un copione imposto, che compromette la possibilità di scelte, esperienze e riflessioni autentiche. Gli stereotipi coinvolti nel «discorso confezionato» odierno investono generi, corpi, razze, classi sociali, età, identità sessuali, relazioni di potere e sono prodotti, rinforzati o contestati dalle immagini dell’arte, della moda e della cultura visuale in generale. Con questo numero di ZMJ si propone quindi di indagare criticamente come gli stereotipi vengano costruiti, negoziati e decostruiti attraverso rappresentazioni visive e pratiche estetiche proprie della contemporaneità.

A titolo indicativo, gli autori sono invitati a presentare contributi che esplorino, ma non si limitino a, tematiche quali:

  • gli stereotipi nelle immagini di moda e nella rappresentazione dei corpi nei media;
  • la codificazione di convenzioni relative a identità di genere, etnie, classi sociali, età e abilità nelle immagini di moda e nella cultura visuale;
  • la costruzione e la decostruzione degli stereotipi nelle arti visive contemporanee;
  • i processi di contestazione degli stereotipi visivi nelle pratiche performative e relazionali;
  • la rappresentazione stereotipata di top model e fashion designer nei media;
  • la rappresentazione stereotipata dell’artista attraverso i media;
  • iconografie e narrazioni stereotipate nei media digitali e sulle piattaforme social;
  • il dibattito sul concetto di stereotipo nella teoria visuale e negli studi di genere;
  • il ruolo delle immagini stereotipate nei sistemi culturali.

Proposte

Gli abstract, della lunghezza massima di 600 parole (escluse le referenze bibliografiche), in formato word (.docx), redatti in italiano o in inglese, devono illustrare gli obiettivi dell’articolo, le domande di ricerca e la metodologia adottata. Devono essere inviati, insieme a una breve nota biografica, a: pasquale.fameli@unibo.it; irene.calvi2@unibo.it; zmj@unibo.it (con oggetto: Invio abstract per ZMJ – Convenzioni dello sguardo).

L’accettazione dell’abstract non garantisce la pubblicazione dell’articolo, che sarà sottoposto a un processo di revisione paritaria in doppio cieco. 

Date importanti:

  • Invio degli abstract: 28 settembre 2026.
  • Notifica di accettazione/rifiuto: 30 ottobre 2026 (la notifica di accettazione potrebbe includere commenti e richieste di chiarimenti).
  • Invio del paper completo (6000/7000 parole): 11 gennaio 2027.
  • I commenti dei revisori saranno comunicati insieme alla decisione dell’editore (approvazione senza modifiche, approvazione con modifiche maggiori/minori e/o rifiuto): 15 febbraio 2027.
  • Gli autori dovranno inviare l'articolo revisionato alla redazione entro il 9 marzo 2027

Il Volume 17 n. 1 è previsto per la pubblicazione entro Luglio 2027.

 

Bibliografia

Arcuri, Luciano e Mara Cadinu. Gli stereotipi. Dinamiche psicologiche e contesto delle relazioni sociali. Bologna: Il Mulino, 2011.

Baker Kimmons, Leslie (edited by). Representations of Stereotypical Images in Popular Culture. A Critical Approach. San Diego: Cognella Academic Publishing, 2022.

Billings, Andrew C., and Scott Parrott (edited by). Media Stereotypes: From Ageism to Xenophobia. New York: Peter Lang, 2020.

Grechi, Giulia. La rappresentazione incorporata. Una etnografia del corpo tra stereotipi coloniali e arte contemporanea. Milano-Udine: Mimesis, 2016.

Jobling, Paul, Philippa Nesbitt, and Angelene Wong. Fashion, Identity, Image. London: Bloomsbury, 2022.

Laing, Morna, and Jacki Willson (edited by). Revisiting the Gaze: The Fashioned Body and the Politics of Looking. London: Bloomsbury, 2022.

Lester, Paul Martin. Images That Injure: Pictorial Stereotypes in the Media. London: Bloomsbury, 2011.

McGarty, Craig, and Vincent Y. Yzerbyt. Stereotypes as Explanations: The Formation of Meaningful Beliefs about Social Groups. Cambridge: Cambridge University Press, 2009.

Pignotti, Lamberto. Il discorso confezionato. Informazione arte cultura nella società dei consumi. Firenze: Vallecchi, 1979.

Temporary Services (Brett Bloom and Marc Fischer). Framing the Artists: Artists & Art in Film & Television (Vol. 1). Chicago: Half Letter Press, 2005.